Punto di Domanda

   Avete mai avuto la sensazione che un vostro progetto, appena abbozzato, non stia prendendo i giusti contorni? Applicate il concetto a Vita, Lavoro, Affetti, Anima... e avrete un grosso punto di domanda. Ecco perchè questo blog

 



link
Bloggando
il mio archivio
oggi
gennaio 2007
marzo 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003
le mie categorie
counter
*loading* visite



giovedì, gennaio 04, 2007
 

E' quasi tempo di rinverdire questo blog. Ma essendo io sempre in controtendenza, mi sono stancata di uno strumento ormai diventato di moda. Si vedrà. Per adesso buon anno
postato da egigiordano | 15:46 | commenti


venerdì, marzo 03, 2006
 

torpori

è tutto addormentato

pazienza

postato da egigiordano | 13:25 | commenti


martedì, dicembre 13, 2005
 

 

Il Natale “naturale” di Dorina

 

C’era una volta… anzi. C’è ancora. Allora diciamo: tanto tempo fa, ad Alessandria, viveva (e probabilmente vive ancora, ma nessuno ne è certo), una vecchina. Abitava in una casa piccina: un ingresso, un bagno, una camera da letto sempre fredda, un salottino con il tavolo e il centrino e una cucinetta, dove la signora trascorreva gran parte della giornata.

In quel tempo le lire circolavano con difficoltà. Tutti, specialmente gli anziani, potevano contare su una pensione che consentiva di arrivare, senza sprechi, alla fine del mese. Se erano stati bravi a fare i conti, riuscivano a risparmiare “50mila liri”. Anche Dorina metteva i soldi avanzati nella zuccheriera buona, e sperava che il frigo non si rompesse e la padrona di casa non decidesse di aumentare l’affitto, o di far fare qualche lavoro, che la casa peraltro avrebbe richiesto.

Dorina andava tutti i giorni in chiesa. Vedeva le sue amiche per la recita del rosario, diceva qualche preghiera per conto suo, faceva la comunione, poi tornava a casa. In realtà, d’inverno, la strada che doveva percorrere per andare dalla chiesa a casa era parecchio buia, ma lei non temeva né scippatori, né briganti, “Tanto li conosco tutti, sono miei vicini di casa”, diceva.

Capitò, però, una sera, che uno di questi uomini senza scrupoli, decise di incontrare la strada della nostra signora coi capelli bianchi.

Dorina aveva appena lasciato all’angolo l’amica Teresa, raccomandandole: “Sagren’ti nenta per i tuoi nipoti, vedrai che verranno a cena da te, a Natale”.

***

Ripresa la sua strada per andare a casa, Dorina incrocia un uomo, che le si para davanti e le dice sottovoce: “Dammi la borsetta”. “Come? Parli più forte, che non la sento”. “Ho detto dammi la borsetta!”. E Dorina, che ha un caratterino, risponde: “Perché? La borsa è la mia, ci sono le chiavi di casa, se te la do poi come faccio a entrare?”. L’uomo: “Allora dammi solo il portafoglio”; “Perché? Il portafoglio contiene tre mila lire e un santino di Domenico Savio. Io sono anziana, non ho soldi d’avanzo”. L’uomo però non si arrende: “Allora dammi mille lire, ho fame, ho bisogno di soldi per comperarmi del pane!”. “Senti – risponde Dorina con la faccia maliziosa – facciamo così. Io mi tengo i soldi e il portafoglio, però ti offro pane e salame. Che ne dici?”.

Sì, avete capito bene. A quel tempo le persone avevano meno problemi, ma si trattava di problemi “primari”, fame, casa, lavoro (un po’ come oggi, insomma). Dorina, che durante la guerra ne aveva viste di tutti i colori, diceva sempre che “la fame è una brutta bestia, non c’è persona che non farebbe qualunque cosa per mangiare anche solo un toc ad pan”.

Il bruto, il rapinatore, il mostro, chiamatelo come volete – ma aggiungete l’appellativo “affamato” – era rimasto, proprio come voi, basito. Non sapeva se ridere, dare un colpo in testa alla vecchia e portarle via ‘ste tre mila lire, oppure accettare l’invito, entrare in casa e approfittarne per rubacchiare qualcosa. Decise, ovviamente, per l’ultima possibilità.

E così Dorina e il bruto affamato si ritrovano a camminare verso casa. Arrivati nella casa piccina, Dorina fa accomodare il mostro affamato sulla sedia della cucina e, togliendosi il cappotto, gli assicura: “Ti dico subito che qua non c’è niente da rubare. Guardati attorno. Al massimo ti posso dare i piatti del servizio buono che mi ha lasciato mia mamma, ma poi che te ne fai? Ho rotto il dodicesimo piatto…”. Dicendo questo ridacchia tra sè, mentre il rapinatore è sempre più confuso.

“Allora, ti va bene pane e salame? Ho sempre un cacciatorino in frigo, per quando passa Don Claudio, il parroco, a fare due chiacchiere. Ma tu sei comunista? No, perché io i comunisti non li sopporto. Sai, vado in chiesa. E i “rossi” mica amano la chiesa!”.

“Non sono comunista, non mi interessano queste cose. Comunque il pane col salame va bene”.

“Ma tu come ti chiami?”

“Giuseppe”

“E vivi solo? O devi portare pane e salame a qualcun altro? No, per sapere, perché nel caso, dato che il cacciatorino è a metà, devo fare le fette più sottili”.

“Mia moglie è a casa che bada al bambino piccolo. Io sto cercando un lavoro. Ma non mi riesce di trovarlo. E così devo pensare a sfamarmi, per poi sfamare la mia famiglia”.

“Eh, so bene cosa vuol dire avere fame (ve l’avevo detto, NdR), dai, ora mangia questo panino e bevi un po’ di gazeus con le bollicine”.

Rifocillato, il mostro non era più affamato. E in realtà non aveva più nemmeno la faccia da mostro. Insomma, era un Giuseppe rispettabile, come tanti altri. Con però la preoccupazione nel cuore di sfamare la propria famiglia.

“Senti, facciamo una cosa. Ora vai a casa, domani torna con dei sacchetti belli grossi. Ti porto da un amico droghiere, che mi deve dei favori. Farai un po’ di spesa e aprirai un conto. Piano piano, quando avrai trovato lavoro, inizierai a saldare il tuo debito. Che ne pensi?”.

Giuseppe, l’ex mostro, aveva il magone. Quella vecchina era una bomba! Aveva pensato a lui, gli aveva dato da mangiare, aveva progettato di aiutare Maria, sua moglie, e il loro bambino. Lo aveva rincuorato, senza fargli pesare l’indigenza, o la difficoltà (chissà perché ma tutte queste azioni mi suonano… evangeliche).

E Dorina? Nemmeno una piega. Per lei era normale dare una mano. Tanto è bello, divertente e pure liberante aiutare il prossimo. Ma mica per sentirsi dire grazie. Così, per avere il cuore leggero.

 

 Perché… pensavate che Natale si potesse festeggiare solo pensando al Gesù Bambino di 2000 fa?

E che gli angeli avessero le ali?

Tzè…

E sapete cosa direbbe Dorina, se fosse ancora viva? “Voi sì che state bene”.

 

postato da egigiordano | 13:24 | commenti


mercoledì, novembre 30, 2005
 

IN MORTE DI QUESTO BLOG

Te collocò la provida
Sventura in fra gli oppressi:

Muori compianta e placida;
Scendi a dormir con essi:
Alle incolpate ceneri
Nessuno insulterà.
Muori; e la faccia esanime
Si ricomponga in pace;
Com'era allor che improvida

D'un avvenir fallace,
Lievi pensier virginei
Solo pingea.
Così
Dalle squarciate nuvole
Si svolge il
sol cadente,
E, dietro il monte, imporpora
Il trepido occidente;

al pio  colono augurio
Di più sereno dì.

postato da egigiordano | 16:06 | commenti


lunedì, ottobre 24, 2005
 

giornalisti, professionisti, precari, sfruttati, dimenticati. sembra la trama di un film di pasolini.

invece è la realtà, bellezza...

 

postato da egigiordano | 15:33 | commenti


mercoledì, settembre 21, 2005
 

Io e te ne abbiam vista qualcuna - vissuta qualcuna
ed abbiamo capito per bene - il termine insieme
mentre il sole alle spalle pian piano ca giù
e quel sole vorresti non essere tu

e così hai ripreso a fumare - a darti da fare
è andata come doveva - come poteva
quante briciole restano dietro di noi
o brindiamo alla nostra o brindiamo a chi vuoi

l'amore conta
l'amore conta
conosci un altro modo
per fregar la morte?
nessuno dice mai se prima o poi
e forse qualche dio non ha finito con noi
l'amore conta

io e te ci siam tolti le voglie
ognuno i suoi sbagli
è un peccato per quelle promesse
oneste ma grosse
ci si sceglie per farselo un pò in compagnia
questo viaggio in cui non si ripassa dal via

l'amore conta - l'amore conta
e conta gli anni a chi non è mai stato pronto
nessuno dice mai che sia facile
e forse qualche dio non ha finito con te

grazie per il tempo pieno
grazie per la te più vera
grazie per i denti stretti
i difetti
per le botte d'allegria
per la nostra fantasia

l'amore conta
l'amore conta
conosci un altro modo per fregar la morte?
nessuno dice mai se prima o se poi
e forse qualche dio non ha finito con noi

l'amore conta
l'amore conta
per quanto tiri sai
che la coperta è corta
nessuno dice mai che sia facile
e forse qualche dio non ha finito con te
l'amore conta
postato da egigiordano | 16:34 | commenti (2)


martedì, agosto 30, 2005
 

"Gentilissima Sig.ra Puntodidomanda,
 
con la presente per ringraziarla della disponibilità accordataci e dell'interesse nei confronti della nostra azienda.
Per le nostre attuali necessità, le comunico che ci siamo orientati verso un'altra candidatura.
Considerando il suo profilo interessante per la nostra società, spero ci possa essere l'occasione futura per una collaborazione".
 Gentili? Bah... dopo due colloqui potevano anche essere meno formali...
postato da egigiordano | 15:17 | commenti (1)


lunedì, agosto 22, 2005
 

strano ma vero.  non siamo morti, nè ci siamo estinti, per cui... tanto vale riprendere.

obiettivi dei prox 40 giorni: passare esame di stato, cambiare lavoro, guadagnare di più, spendere di più...

postato da egigiordano | 18:58 | commenti


venerdì, luglio 22, 2005
 

Blog in cerca di identità.

Padrona in cerca di pace.

Buone vacanze.

Non so quando e se torno.

postato da egigiordano | 10:31 | commenti (1)


giovedì, giugno 30, 2005
 

ho paura che l'esistenza di questo  blog sia messa a dura prova. mi giro attorno e vedo blog splendidi, sempre aggiornati.

io più che parlare di me non posso, e capisco che è diventato un po' noioso leggere di amori, lavoro, salute. un po' di fantasia, perbacco!

io che scrivo per mestiere accuso il crampo dello scribacchino on line, non c'è nulla da fare.

vorrei parlare dell'ometto con cui mi accompagno, ma sono talmente incerta che preferisco non lasciare traccia scritta.

non so... per ora resta un po' in standby, e non penso nessuno se ne lamenterà.

poi vedremo. quando la temperatura si abbasserà e la vita sarà un po' più stabile ne riparleremo.

postato da egigiordano | 09:51 | commenti