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giovedì, luglio 31, 2003
ragionare... bah...
come nel resto dei blog, anche in questo si respira aria di vacanza... ed è già qualcosa! io posso proprio dire che respirare non è scontato, a pieni polmoni nemmeno. quindi respiriamo, ma senza fretta, senza ansia, senza stress, senza correre... tanto non serve a niente... tutto è un last minute... però non ci sono sconti per comitive, ciascuno gioca per sè...
tutti ce l'hanno con i giornalisti, e in modo anche violento. ok, sono una razza dannata, ma ci sono anche tanti professionisti intelligenti; boh, forse è per il modo in cui si pongono... io cerco di pormi in maniera silenziosa :-) senza interagire troppo :-) senza dare fastidio. lasciare traccia solo se richiesta, osservare tutto, farsi un'opinione generale per capire i sovra-sistemi. insomma, ragionare...
quando tutti pensano nello stesso modo, nessuno pensa molto. (Walter Lippmann)
difficile non fare discorsi petulanti da donne, se appartieni al genere femminile.
resto sempre dell'idea che il pericolo Bridget Jones sia pericolosamente in agguato. come esorcizzare questa tendenza? mantenendosi elevati di spirito e di scrittura, oppure terra terra, come fanno i maschi.
il mio blog si prepara ad andare in vacanza...
mercoledì, luglio 30, 2003
ho deciso di seguire la mia via, il mio viottolo, la mia strada in mezza salita...
scrivete, commentate, dite ciò che pensate, non necessariamente su di me, ma sulle cose che vi ronzano dentro. e, soprattutto, lasciate tanti punti di domanda!
adesso ho capito: il blog è un diario. ho risposto al primo punto di domanda :-)
forzati del lavoro, domani 9,30 intervista a un amministratore delegato per il lancio di un nuovo palmarecellularepdablabla. testa in montagna, penna che scrive, mania omicida nei confronti del capo-maschio che stressa l'anima: potrebbe sempre grandinargli sull'auto mentre sta venendo al lavoro... o no?
citazioni colte, approfondimenti, storie che si rincorrono, le persone usano il blog per raccontare la loro vita... ma se io racconto pensieri, sogni e arrabbiature, devo poi tenere nascosta ai conoscenti l'esistenza del blog! bel problema, a cosa rinunciare? a condividere l'esperienza con gli amici o a scrivere di varie ed eventuali?
ho trovato, navigando, un blog scritto non con piedi. inizio a rispettare questa forma di scrtittura un pò contaminata. non comprendo bene il senso latente che spinge una persona ad aprirsi un blog, ma conto di arrivarci presto: per ora mi vengono in mente solo motivazioni subdole...
martedì, luglio 29, 2003
e poi ti chiedi: ma uno che visita il mio blog, cosa pensa? cosa immagina di me?
boh, come sempre, mille punti di domanda...
adesso ho capito, ho girato su decine di blog, la scrittura deve essere più veloce, stile sms, io invece pensavo di poter scrivere articoli su articoli... mi sembrano un pò strani i tipi che frequentano i blog, usano un linguaggio che comprendo a metà, ma sono curiosi, è pò come entrare a casa di qualcuno senza chiedere permesso e osservare cosa fa...
"noio, vulevon savuar, per andare, dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare?" (Totò, Peppino e la Malafemmina)
"nella vita di un uomo prima o poi arriva un giorno in cui, per andare dove deve andare, se non ci sono porte nè finestre, gli tocca sfondare la parete" (Bernard Malamud)
vuol dire che mi tocca davvero assoldare i tre buttafuori??
lunedì, luglio 28, 2003
"bisogna lasciare il passo alle nuove generazioni: anche perche'
se non glielo lasci se lo prendono comunque (Luciano Lama)".
nell'incoerenza generale di questo blog, che necessita assolutamente di coerenza, mista a un guizzo creativo non troppo massiccio, ci sta bene anche una ovvietà: grezza, cruda, reale. mi piace.
resto sempre dell'idea che i picchiatori buttafuori siano la soluzione ideale per risolvere ogni tipo di problema legato alle relazioni interpersonali deviate o devianti. e non mi dite che sono troppo categorica...
domenica, luglio 27, 2003
perchè la pubblicità di sky è così orrenda? perchè a milano non ci sono parcheggi? perchè il tempo scappa? perchè ne perdiamo così tanto? perchè il concetto più articolato che si sente ultimamente è: "Fa troppo caldo"? perchè sofri sta dentro? e se fosse fuori, condurrebbe un programma su La 7?
c'è sempre un punto di domanda. e più punti di domanda ti poni... più ti avvicini o ai nevrotici o ai filosofi... però puoi restare inerte, e non rispondere. oppure puoi lasciare agli altri il compito di rispondere.
oppure puoi prendere uno dei tuoi capi che ti stressa l'anima da tre anni e chiedergli, finalmente, liberamente, urlando: "Chevvuoi da me?" e poi farlo picchiare da tre (uno per anno) buttafuori che avrai strapagato. domanda, risposta, causa, effetto.
oppure puoi farti la domanda più impegnativa della vita e in silenzio risponderti. senza scrivere :-)
sabato, luglio 26, 2003
quando la rivista per cui lavoravo era in preda al business di internet, e si chiamava appunto netbusiness, io curavo una rubrica, on line, di nome webstyle, in cui raccontavo, senza capirci molto - ma questo fanno i giornalisti seri - le tendenze della rete, le novità più ammiccanti. guardavo con simpatia alle chat, un pò meno ai newsgroup; le newletter erano e restano una noia, per me, ma tutto ciò che è interattivo e che, quindi, permette l'interscambio anche se in differita. insomma, mi impratichivo su internet e ne osservavo con distacco i cambiamenti. poi sono arrivati i blog... perchè non provarci? è un pò come costruire e gestire l'ennesima casella di posta elettronica, ma con un pò più di rispetto, ordine e rigore, visto che metti a disposizione di tutti il tuo pensiero (non richiesto). nel frattempo il mio giornale, netbusiness, ha chiuso, webstyle è finito in soffitta, forse lo trovate nell'archivio di http://www.edipi.com, se avete voglia di leggere la gramellini dei poveri. se invece preferite dilettarvi con qualcosa di più pesante, ma in proporzione più qualificante, vi suggerisco:
“Il comportamento del consumatore postmoderno appare – a prima vista – sempre più imprevedibile. Sempre più numerose sono infatti le incoerenze, le contraddizioni che caratterizzano l’agire di consumo. La crescente infedeltà alla marca, la nascita del marketing relazionale, la centralità della customer satisfaction sono solo alcuni riflessi di questo nuovo scenario. Il paniere di ogni consumatore riscontra un affollamento di merci eterogenee, incoerenti tra loro che sembra sottendere una sorta di schizofrenia di fondo. All’auto prestigiosa e di alta gamma si affianca – nello stesso soggetto – lo scooter, all’abbigliamento classico-formale tipologie vestimentarie casual e trasgressive, alle vacanze avventurose e no-limit la tranquilla permanenza in un villaggio vacanze, l’antiquariato convive con ala trans-avanguardia”’(Giampaolo Fabris, Il nuovo consumatore: verso il postmoderno, FrancoAngeli, 33 euro).
ps non è ancora tempo di essere coerenti, il Punto di Domanda resta forte.
giovedì, luglio 24, 2003
non so, avessi avuto tra le mani un altro strumento, e non il computer, al posto di un blog avrei fatto una torta, un arrosto, avrei comperato un vestito, sfogliato una rivista.
invece avevo il mac, un'esperienza di blog fresca fresca che mi ronzava nelle orecchie, voglia di comunicare non so bene con chi e soprattutto su cosa (profumi? filosofia? giornalismo, barzellette, scritti intimistici? bah...)
e così è nato questo ibrido, che potrà diventare qualunque cosa, ma non, vi prego, il classico diario alla bridget jones. vi prego, faccio già da me :-)
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